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340

Kircher

Athanasius

Ad dominum Marcum Marci Cronolandensem Epistula de manuscripto notis arcanis exarato ab eodem misso, in qua secreta illius scriptionis usque ad praesens tempus inviolata omnibusque investigationibus elapsa aperire atque in lucem proferre conatus est Athanasius Kircher

Roma, Typis S.Cong: de propag: Fide, 1669. In 8°. 14 pp. n.n. Marca tipografica al frontespizio, gore d’umidità che in alcuni punti rendono il testo poco leggibile, legatura in cartone muto non coeva e in parte usurato ai margini. Ex libris xilografici al controfrontespizio di Louise Freemont Albergh (Oxford) e di Paul Allen Kortenbree (Amsterdam).

€ 5.000 - € 7.000

Lotto non venduto

Note:
Era noto in letteratura il tentativo, poi fallito, da parte di Johannes Marcus Marci e Godfried Aloys Kinner, di coinvolgere attivamente Athanasius Kircher nel lungo e complesso tentativo di decrittare il misterioso manoscritto cifrato, oggi alla Beinecke Library di Yale (MS 408), meglio noto nel Novecento come Manoscritto Voynich. Probabilmente Johannes Marcus Marci, all'epoca proprietario del manoscritto cifrato, inviò a Kircher copia dello stesso o addirittura l'originale (secondo l'ipotesi di Kinner) perché il grande erudito tentasse di decifrarlo, considerata l'universale fama di cui godeva il gesuita nel decrittare antichi geroglifici e lingue sconosciute. Nel 1667 risulta che G. Aloys Kinner scrisse a Kircher chiedendogli se era riuscito a decifrare il codice su pergamena. Fino ad oggi, però, non risultava che Kircher avesse in qualche modo lavorato alla decrittazione del manoscritto (ancora oggi rimasto totalmente oscuro) e neppure che avesse mai risposto alle varie richieste di Marci (cfr. Marcelo Dos Santos, L'enigma del manoscritto Voynich. Il più grande mistero di tutti i tempi, a cura di Gianfranco De Turris, traduzione e postfazione di Massimo Ciullo, Roma, Edizioni Mediterranee, 2009, pp. 88-92). Questo rarissimo opuscolo, di cui non si conosceva l'esistenza, conservato fino ad oggi nelle collezioni private Freemont Albergh (1876) e Kortenbree (1976), conferma invece l'interesse dell'erudito di Geisa per l'intera vicenda e i suoi ripetuti e vani tentativi di decifrarlo. Dalla lettura veniamo infatti a sapere che Kircher non riuscì nel suo intento, nonostante la fama di cui godesse e la grande erudizione. Alcune analisi del manoscritto cifrato, che ricordiamo scritto in un alfabeto non conosciuto, riportate da Kircher in questa epistola a Johannes Marci, fanno però ritenere che il gesuita potesse aver individuato una possibile chiave di lettura. Ma l'età avanzata (morirà a Roma il 28 novembre del 1680) può avere in qualche modo frenato il tentativo di andare avanti con lo studio del manoscritto. Assente dalle bibliografie consultate e da biblioteche nazionali o internazionali, compresa la Joost Ritman Library (Bibliotheca Philosophica hermetica di Amsterdam).

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Lotto numero 340, Libri Autografi e Stampe &8211 Asta 94


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