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155

Johann Heiss (Memmingen 1640 - Augusta 1704)

Allegoria della Vita e della Morte

olio su tela, cm 84,5 x 126,5

€ 3.500 - € 5.000

Lotto non venduto

Note:
Johann Heiss fu esponente di punta della pittura barocca tedesca; chiaramente italianizzante nella cultura, si espresse attraverso una maniera fastosa, strutturata in ricche e sicure citazioni, fatta di densi spunti simbolici e moraleggianti, persino criptici in qualche accentuazione, secondo uno spirito tipicamente germanico. Come in una scenografia teatrale che comprende commedia e dramma, da un lato un lieto banchetto, dove uomini e donne in abiti eleganti godono appieno l’intensità pur fugace di piaceri e desideri terreni, dall’altro lato, nel segreto di una dimora appartata, la tragedia ineluttabile di un’agonia mortale, dove la personificazione della Medicina stessa, pur affaticandosi a ricercare rimedi e salvamento entro grandi tomi di umane scritture, nulla può contro l’unica misteriosa certezza. Originale è l’uso della rappresentazione del muro della casa, come in uno spaccato, a sottolineare interiorità ed esteriorità della significazione; senso intimo e senso palese, senso ovvio e senso esoterico. Chiave per comprendere l’opera sembra essere la doppia evocazione del dio Mercurio; egli compare come viaggiatore e convitato, con il suo inconfondibile petaso alato, entro la festosa scena di banchetto nel bosco. Compare anche nella sua forma simbolica animale, come gallo, nella scena domestica accanto. Le due scene si susseguono e sono tuttavia contemporanee. È in questo orizzonte non solo neo-pagano, quanto essenzialmente ermetico che la vera medicina di iniziatica memoria si manifesta: la morte è l’unica “cura” per la vita, la vita, l’unica cura per la morte, poiché, come ci mostra la enigmatica figura di bimbo che va indossando nuove vesti immacolate - come anima pronta a vestirsi di un corpo nuovo -, non è il disperante precipizio del tempo lineare a darci lo spessore delle cose e di noi stessi, ma l’occulta circolarità degli eventi, volgentesi senza posa in una magica eternità di rinascite.

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Lotto numero 155, Dipinti Antichi e Arte del XIX secolo Asta 151 e 152


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